“Nel corso di oltre 40 anni di storia, ogni sfida affrontata ci ha offerto la possibilità di riscrivere i nostri limiti. Abbiamo scoperto la nostra forza nel perseguire i progetti più ambiziosi, trasformando ogni complessità in opportunità di crescita.“

Renzo Piano, Peter Marino, Antonio Citterio, Mario Bellini, Paolo Portoghesi, David Chipperfield, Mario Botta, Foster & Partners, Michele De Lucchi: lavorare a stretto contatto con architetti di fama internazionale proietta in universi nuovi, fatti di studio e confronto, scelte minuziose, effetti geometrici, rifiniture scrupolose e lavorazione millimetrica dei materiali.

È così che Astec, nel corso della sua storia, ha scolpito pagine importanti nella vita di brand del calibro di Ferragamo, Bulgari, Natuzzi, Fendi, Rolex, LVMH e di spazi pubblici internazionali, come il Parlamento di Malta, l’aeroporto di Doha o la Sinagoga Cymbalista a Tel Aviv, Patrimonio Unesco. Edifici che hanno rappresentato l’anima dei protagonisti, nelle loro sedi più iconiche.

Il rapporto con gli architetti non è sempre lineare: “Ognuno ha il suo carattere: chi è più scrupoloso, chi più eccentrico; chi accentra le decisioni e chi sa coordinare perfettamente il proprio team di collaboratori… per i progetti più complessi, ad ogni passo ci aspettava sempre un’incognita.”

Gli incarichi intricati e sfidanti sono quelli che più donano colore al percorso aziendale, perché forniscono quella forza propulsiva all’intero team per arrivare a soluzioni inedite e segnare traguardi importanti. È così che in Astec hanno visto la luce nuove tonalità per finiture e lavorazioni in bronzo architettonico d’eccezione, protettivi nanotecnologici che hanno rivoluzionato il modo di operare dell’azienda: la ricerca, la creazione di prototipi, i test, dimostrano uno spirito attivo e la volontà di superare se stessi, al punto che ci si rivolge ad Astec perché “tra le mani abbiamo una cosa che solo voi potete fare” (come dichiarato dal Responsabile Acquisti di un’importante impresa).

Ne sono un esempio le scale, tra le realizzazioni più impegnative. Progetti che nascono con un intento completamente diverso e che si trasformano a poco a poco in opere che fanno la storia di una città e rimangono nel cuore di chi le ha realizzate. Nella realizzazione di scale in bronzo architettonico o in acciaio patinato, Astec lavora da sempre in sinergia con architetti e studi di progettazione, proponendo soluzioni talvolta diverse ma valide e durature.

Ancora brilla l’emozione in Astec, per la scala “Albero della conoscenza”, firmata dall’architetto Paolo Portoghesi: “Per montarla è stato necessario arrampicarsi in maniera acrobatica.” Un incarico ambizioso che non ha scoraggiato la squadra trevigiana, nonostante le piccole modifiche in opera per perfezionare il manufatto. Al termine di un lavoro durato 3 mesi, rimane solo uno sguardo puntato verso l’alto, un calice di Prosecco e un bel sospiro. Da lì, la richiesta per una seconda scala, ancora più grande.

Esperienze che hanno gettato le basi per ulteriori progettazioni, dal tratto distintivo e di difficile realizzazione. Dal 2023, oltreoceano si erige la scala monumentale “Feature Stair”, del quarto grattacielo più alto di New York City, 50 Hudson Yards. Qui, durante le fasi di costruzione, ogni gradino ha riservato una sorpresa: il team ha dovuto affrontare complicanze derivate dal peso della struttura, dalla sinuosità del design e degli elementi in ferro battuto. Un’opera adattata a caldo al momento, per dar vita a quella visione che lo studio di architetti di fama mondiale Foster+Partners aveva in mente.

Di certo il comune denominatore di tanti progetti col bronzo architettonico come protagonista è la soddisfazione di poter godere del risultato finito, condita da qualche complimento da parte dell’architetto o del cliente: “Avete fatto un monumento nel monumento” ha sostenuto Salvatore Ferragamo in persona, al termine dei lavori di chiusura del proprio loggiato nell’Hotel Portrait a Milano, vincolato dalla Soprintendenza.

È allora che quella forza propulsiva si trasforma in fiducia, e la fiducia in audacia, aprendo la porta verso nuovi orizzonti al fianco di architetti visionari, per progetti solo apparentemente impossibili.